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nov192012

Centro di S.Floriano: il suo futuro secondo l'assessore Frigotto

Agricoltura blu.

E' il nuovo diktat del settore primario: la sostenibilità. In tutti i sensi (e a qualunque costo, o quasi). Sostenibilità ambientale, ma anche economica. E quando le due cose non coincidono? Calma. Un problema alla volta. Prima c'è quello del futuro del centro di sperimentazione di S.Floriano, ancora piuttosto nebuloso.

Ne abbiamo parlato con Luigi Frigotto, assessore all'agricoltura della Provincia Verona, poco prima di una conferenza stampa; quella che segue è la sua risposta.

Che sorte avrà il Centro di sperimentazione di S.Floriano?

"Il Centro resta vivo. Ma con l’ultimo decreto Salva Italia, le Province non sono più enti generalisti, hanno dei ruoli ben precisi e tra questi non compaiono la ricerca e sperimentazione in agricoltura. A livello nazionale ci sono altri enti ben precisi che se ne occupano, e a livello regionale c’è Veneto Agricoltura; ma non è mai stata una competenza della Provincia di Verona.

Però nelle competenze della Provincia c’è il settore ambientale... perciò abbiamo fatto una delibera per adeguare tecnicamente la realtà di S.Floriano a questo settore. Diventerà un centro per la sostenibilità in agricoltura. Il che non significa che si occuperà solo di biologico, ma di tutte quelle buone pratiche agronomiche che permettono di ridurre l’impatto ambientale del lavoro agricolo.

Questo è importante anche commercialmente, perchè sempre più si passerà negli anni a venire dal concetto di “qualità” - intrinseca, percepita ecc. a quello di sostenibilità, dal terreno alla tavola. Visto il nostro grande debito nei confronti della Natura in genere, dovremo fare in modo che l’agricoltura sia meno impattante possibile. 

E’ un’esigenza del mercato: così rivisto il Centro si adatterà sia alla legge che alle esigenze del mercato. Abituiamoci quindi a sentir parlare di agricoltura blu, di risparmio idrico, ecc...". A questo punto, qualcuno richiama l'attenzione dell'assessore, la conferenza doveva iniziare. 

Restano sospese le solite domande: chi si occuperà del Centro, come, con quale dotazione finanziaria, quali programmi porterà avanti, ecc. La sensazione è che, in realtà, questa entità sia diventata un problema che crea qualche imbarazzo. Non può fare ricerca - di questa si occupa già l'Università - e la sperimentazione è compito (dicono) di Veneto Agricoltura...

Potenziarla, affidandole (molto genericamente) la sostenibilità in agricoltura - qualunque cosa questo voglia dire dovrebbe, a rigor di logica, significare un potenziamento del Centro stesso, che si vedrebbe ampliato il raggio d'azione, dunque il lavoro, e di conseguenza le spese. Ma di soldi non parla nessuno.

Sensazioni, si diceva... 

Speriamo che siano sbagliate.

 


 

 

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