EWBC #5, Izmir: 3 motivi per partecipare

 Il primo anno (2008) fu a Logrono, in Spagna. Il secondo a Lisbona, in Portogallo. Il terzo a Vienna, in Austria, e il quarto a Brescia, in Italia. Quest'anno allarghiamo il giro: Izmir, Turchia. Non proprio Europa, ma insomma. Eravamo una cinquantina il primo anno, oggi siamo 250, un numero volutamente contenuto (spesso a fatica) per assicurare sempre la migliore qualità dell'organizzazione dell'evento. 

Parliamo dell'European Wine Blogger Conference, o per meglio dire della Digital Wine Communication Conference (il nome originario è rimasto per semplicità e affezione), il più importante congresso internazionale dedicato ai nuovi comunicatori del vino, e che tocca ogni anno una diversa nazione europea (o quasi).

Come da collaudata formula, anche quest'anno i momenti di aggiornamento tecnico - sia sul fronte dei new media, che su quello enologico - saranno numerosi, orchestrati da esperti di livello internazionale. Si parlerà di wine social marketing con 4 intensi short seminars, ma anche di vitigni autoctoni turchi, di fotografia e di problematiche enologiche legate alla gestione dell'ossigeno, di mobile communication e dell'arte dell'uvaggio.

Facile prevedere poi un infuocato dibattito sui natural wines: già a discuterne tra noi in Italia non si riesce a venirne a capo, figuriamoci farlo in un consesso composto da rappresentanti di una trentina di nazioni diverse.

Tema centrale dell'intera edizione saranno le sorgenti (sources), intese non solo come origine e culla dell'elemento vino, ma anche come il nuovo ruolo dei comunicatori digitali: non più semplici casse di risonanza, o megafoni, ma centri di notizie e creatori di contenuti originali.

I protagonisti della rete e del mondo del vino che quest'anno condivideranno con tutti noi l'esperienza in Turchia sono di altissimo livello; si va da uno dei più premiati e seguiti wineblogger mondiali come Alder Yarrow al celeberrimo eclettico estremista del vino Randall Grahm, dallo storymaker Christian Payne all'archeologo biomolecolare Patrick McGovern, noto come l'"Indiana Jones of Ancient Ales, Wines, and Extreme Beverages", ad un paio di Master of Wine (Abbott e Butler) . Eccetera.

La sostanza del programma della conference è però solo uno dei motivi per cui vale la pena esserci; il secondo, ovviamente, sono i vini. Main sponsor dell'EWBC 2012 è infatti l'associazione Wines of Turkey, voluta dalle più importanti aziende vinicole turche con l'obiettivo dichiarato di sviluppare il mercato del vino legando questo brand al concetto di vino di qualità. Perciò non mancheranno le degustazioni guidate, così come i più liberi tasting walking around nei momenti di pausa tra un workshop e un seminar, per non parlare del ricco programma di escursioni e visite a cantine e vigneti a margine dei 2 giorni di congresso.

Il terzo motivo per cui vale la pena prendere un paio di aerei e star via almeno 5 giorni sono gli stessi wine blogger, o meglio i digital wine communicators, sempre più protagonisti indiscussi - checchè se ne dica in giro - della comunicazione del vino contemporanea. Possono essere semplici winelovers o autentici professionisti della filiera, possono o meno avere un blog (o un vlog, se si occupano di video e foto); sono sempre abitanti attivi della rete, di cui usano con disinvoltura i diversi strumenti a disposizione per comunicare, condividere, restare in contatto.

E così facendo creano opinione, diffondono informazioni, esplicitano (o anticipano) tendenze del gusto, le modificano, orientano il cambiamento, in un flusso in perenne movimento ("Internet non dorme mai"). 

Proprio dalla conoscenza e dallo scambio d'idee con queste persone - in ogni momento dell'intera EWBC, ma in particolare alla cena d'apertura, la cosiddetta  BYOB (bring your own bottle) dinner,  dove ciascun partecipante è libero di portare una bottiglia che ama per condividerla con amici vecchi e nuovi - nascono spunti per cose nuove: nuove idee di marketing, nuovi contatti commerciali, nuove iniziative, nuove amicizie, nuove collaborazioni professionali. Il tutto in un'atmosfera di relax, delight&fun che solo interessi condivisi e trasversali molto forti - come, in questo caso, il vino e le nuove tecnologie - riescono a creare.

VinoPigro sarà presente alla conference dall'8 all'11 novembre: il live reporting via Twitter sarà visibile anche su questo blog. 

 

ps: ringrazio il mio amico Luiz Alberto, instancabile digital communicator e candidato Master of Wine, cui ho rubato la foto d'apertura con una delle sue famose pin #winelover (che anch'io indosso, nelle opportune occasioni...).