La vitivinicoltura biodinamica è una bufala. O no?
novembre 2, 2010 at 8:56
Il dibattito è sempre in corso: biodinamica sì o no? Con il manicheismo che li contraddistingue, negli USA c'è persino chi si è preoccupato di aprire un blog per dimostrare che la biodinamica è una bufala colossale. Non diverso l'atteggiamento di chi (italiano) la reputa la rovina delle aziende, perchè ingenera false illusioni e aspettative in seguito puntualmente smentite dai fatti.
Eppure...
Eppure ho assaggiato vini (dichiarati) biodinamici semplicemente leggendari (alcune annate degli anni '90 di Coulee de Serrant, per esempio: non tutte indimenticabili, ma alcune decisamente sì). Come si spiegano? colpi di fortuna, bravura del viticoltore, scherzo della Natura? Il fatto a mio avviso più curioso è però un altro, e cioè l'atteggiamento da crociato che entrambe le fazioni a volte assumono.
Da una parte i paladini della scienza (e della chimica?), i quali sostengono che Rudolf Steiner (che non è mai stato un agricoltore) doveva essersi fumato qualcosa per scrivere quel cumulo di sciocchezze che sappiamo; dall'altra i fautori della biodinamica che stigmatizzano l'ottusità di chi contesta queste pratiche.
Non penso che ne verremo mai fuori (anche perchè discutere di queste cose è appassionante: non lo ammetteremo mai, ma ci divertiamo tutti molto). Personalmente, ritengo che l'atteggiamento più corretto dello scienziato - o della persona di semplice buon senso - sia proprio quello della massima apertura mentale: se un vino viene buono usando il corno letame, perchè no? se lo stesso vino viene (ugualmente) buono senza usare il corno letame, perchè no?
Certo, mi fa più piacere sapere che un certo vino è stato realizzato usando tecniche meno invasive e più rispettose dell'ambiente e della materia prima: sono arrivata ad un livello del wine loving per cui il vino buono da bere non mi basta più. Voglio anche il vino buono da pensare.
Tuttavia, se il vino non è buono, è difettato, non sarà il sapere che è stato travasato durante la luna piena o nella notte di S.Giovanni che me lo farà piacere.
Al bicchiere insomma l'ardua sentenza finale: e proprio in questi giorni c'è un'ottima occasione per farsi un'idea dello stato dell'arte dei vini bioqualcosa.
Venerdì 5 novembre dalle 10 alle 18 al Kurhaus di Merano una cinquantina di aziende certificate biologiche e biodinamiche saranno presenti per il consueto appuntamento di Bio&Dynamica, che precede il Merano International Wine Festival.
E ricordate:i vini devono innanzitutto essere buoni. Su tutto il resto si può discutere.
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Reader Comments (12)
Per impostazione personale votata all'"alternativo" in generale, dalla medicina per me a quella per i miei animali, dal cibo al vino (una convinzione non empirica bensì basata sull'esperienza personale) sono una fan del biologico e del biodinamico. Soprattutto per i motivi che indichi anche tu, ovvero il maggior rispetto per l'ambiente e gli animali e, alla fine della fiera, per l'essere umano. I vini, per quel che mi riguarda, devono indubiamente essere primariamente buoni, come dici tu. Se però sono buoni e anche fatti in modo che più rispetta quanto succitato allora li compro ancora più volentieri, senza nulla togliere a quelli fatti in modo "tradizionale" che compro e apprezzo moltissimo comunque. Un saluto da Amsterdam!
Su un fatto sono d'accordo, il vino dev'essere buono, bio* oppure no, su questo non vi sono dubbi. Ma penso che il discorso bio* debba andare un pelino più in là, allargando la definizione "buono" anche per quanto riguarda la salute, nostra e dell'ambiente.
Perchè se io sono malato devo usare i farmaci allopatici che magari mi fanno guarire un mal di testa ma mi uccidono il fegato quando posso usare medicinali alternativi che hanno lo stesso effetto ma non hanno controindicazioni?
Allo stesso modo, posso bere un vino bio "normale" super premiato e buonissimo che il giorno dopo mi spacca la testa, oppure un vino bio* buono che non ha alcun effetto la mattina dopo.
Poi c'è il discorso più ampio che è quello ambientale, dove si continua ad usare chimica su chimica sia in vigna sia in cantina (e poi ce la ritroviamo sia nella bottiglia sia negli scarti della lavorazione e quindi ancora nel terreno).
Quindi, quando possibile, scelgo un vino "buono" sia per il mio palato che per il mio organismo, che per l'ambiente.
Ciao Nicoletta, penso che un atteggiamento di buon senso anche nella scelta del vino, scevro da ideologie di sorta, sia sempre il migliore.
Certo Mauro, molto poi dipende dalla sensibilità, anche fisica di ciascuno. Io per esempio, amo moltissimo lo Champagne, ma tollero a fatica la solforosa. Sicchè l'unica degustazione di una decina di Champagne che finora sono riuscita a fare senza effetti collaterali, è stata quella dei biodinamici certificati.
Infatti Lizzy, ci sono vini non biologici o biodinamici fatti con grande rispetto per la natura e oltretutto buonissimi, non comprerei mai solo i biologici/biodinamici se non fossero anche buoni. :)
come giustamente dici tu citando il vino di NJ i vini biodinamici eccezionali esistono, i migliori produttori alsaziani lo sono, in Borgogna molti produttori tra i migliori sono biodinamici, per citarne uno italiano Querciabella tra le migliori aziende toscane è biodinamica (anche se in verità non so se lo dichiari) ! comunque si possono fare grandi vini, trovo invece intollerabile, la furbizia di certi produttori che cercano di nascondere i difetti dei loro vini etichettandoli come biodinamici.
Mi permetto di esprimermi su questo tema che mi sta molto a cuore. Sono sei anni che mi sforzo di comprendere i principi della biodinamica applicati all' agricoltura e sto cercando di metterli in pratica come viticoltore e vignaiolo con le difficoltà, dubbi, paure insite in ogni cambiamento.
Sono comunque sempre più convinto dell' enorme validità che ha il pensiero staineriano per la salvezza e salute dell' umanità. Mi è sembrato troppo superficiale giustificare un vino semplicemente facendo riferimento su quel concetto di 'buono' tanto assoluto quanto relativo.
Si sono mescolati tanti aspetti che vanno a mio avviso considerati separatamente.
Quanti gusti ci sono a questo mondo! E ci sono persone che bevono vini convenzionali, con piacere, come altre che bevono vini naturali con altrettanto piacere. Hanno concetti di bontà diversi. E su questo campo soggettivo, legato al gusto non possiamo stare a discutere.
Ma la biodinamica, come pratica agricola, ha si l' intento di ottenere cibi saporiti, ma ancor prima CIBI VIVI. Nel vino è la stessa cosa. E' la vitalità quel 'buono' che l' uomo dovrebbe ricercare nei suoi alimenti per la sua salute. Non si può liquidare così banalmente l' utilizzo del corno letame, il quale è al centro della pratica agricola biodinamica. Utilizzarlo significa credere che solo un suolo vivificato delle sue componenti terrestri e celesti possa garantire salute e vitalità alla pianta e ai suoi frutti. L' uomo non può fare a meno di cibi energeticamente vivi per vivere in salute. Ecco perche la biodinamica non è una favola e tanto meno una bufala.
La Cristallizzazione sensibile è un test che controlla la vitalità degli alimenti.
E' dunque possibile avere delle certezze su quel concetto di buono come salutare e vitale.
Il vignaiolo biodinamico dovrebbe aver a cuore di gratificare il consumatore con un vino che sia espressione VERA della propria terra. Un vino che non sia solo privo di difetti ma che sappia esprimersi con profondità ed essere cosi VIVO. Infine che sia un PIACERE berlo.
Due sole parole sulla Coulee de Serrant. Aspettarsi di trovarla sempre uguale sarebbe un' utopia. Ci sono annate che apprezzo più di altre (1994 sopra tutte) ma perchè amo le coulee acide fresche dinamiche, ma questo è un mio gusto. Posso dire che ogni annata sa comunicare qualcosa di diverso con sempre profondissima espressività. E' davvero secondo me un vino mitico.
Al bicchiere si l' ardua sentenza ma non bevendo un sorso e sputandolo, chè in questo modo il vino non lo si capisce per niente.
Il vino per riuscire ad ascoltarlo bisogna berlo! Saperlo aspettare! Non avere fretta. Riberlo ancora per sentire anche come lo stomaco reagisce al liquido. Solo così potremmo avere un' idea più precisa di quel concetto di buono così spesso tanto incomprensibile.
Silvano, non posso che concordare con quanto dici. Solo un paio di appunti ancora: i vini biodinamici sono per molti,ma non per tutti. Non possiamo pretendere che tutti li apprezzino, non sono vini facili, nè da bere nè da capire. Sono altresì d'accordo sul fatto che il vino ha i suoi tempi - mi pare di averlo anche scritto, da qualche parte - che non sono i nostri. E anch'io sono assolutamente riluttante a bere-e sputare: così non si capisce niente! Lo faccio solo quando sono costretta dalla tipologia del vino e dalle circostanze (degustazioni seriali = concorsi...). Il mio maestro Veronelli sputava solo i vini cattivi, e nella sua vita credo che ne abbia incontrati pochi, nonostante tutto. Sulla cristallizzazione sensibile non mi addentro, c'è chi (cfr. www.aristide.biz) l'ha fatto a suo tempo, e scatenerei un altro putiferio di commenti. Solo, un consiglio agli amici biodinamici: meno filosofia e più pratica. E anche una certa apertura alle posizioni della viticoltura moderna, non guasterebbe. Non tutti sono così chiusi da rifiutare a priori il confronto, so di Università che stanno compiendo studi su certe pratiche biodinamiche come quella del corno letame, per cercare di capire meglio, di saperne di più... Un maggior approfondimento su tutto ciò che funziona - o non funziona - sarebbe utile a tutti, biodinamici e non.
Ciao Lizzy.
In molti commenti, compreso l'apertura del tuo post.
Ho letto molte volte la parola buono.
Ma volete spiegarmi cosa intendete per buono?
"Buono" può voler dire tante cose, Massimo. Iin questo caso è usato come sinonimo di "piacevole", bevibile, qualcosa che dopo una prima, sei portato a consumare anche una seconda, una terza volta...
indipendentemente dai possibili effetti positivi dell'agricoltura biodinamica sull'ambiente sono da evidenziare due cose:
rudolf steiner ha elaborato i principi di un agricoltura priva di colture specializzate come la viticoltura.
inoltre per lui e i suoi discepoli l'uso dell'alcol era (è?) in ogni caso da evitare.
provo a tradurre due sue frasi: "l'alcol è da evitare assolutamente." "un effetto secondario degli spiriti maligni della personalità viene prodotto dal vino. il vino diventa il nemico nello stesso corpo dell'uomo. l'astensione dal vino diventa la conseguenza per chi vuole addentrarsi nei mondi spirituali."
(„Eine sekundäre Wirkung der schlimmen Geister der Persönlichkeit entsteht durch den Wein. Wein wird zum Gegner im eigenen Leibe des Menschen. Die Enthaltung vom Weine ergibt sich als Konsequenz für denjenigen, der in die geistigen Welten eindringen will.“ GA 130, Seite 329.)
prosit!
Evidentemente Steiner non ha mai bevuto vino biodinamico. Queste estremizzazioni mi fanno un pò ridere.