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Perché VinoPigro?

Perché il vino è un prodotto della natura. E la natura ha i suoi tempi. Non i nostri, sempre così affannati, nevrotici, insufficienti. Per fare un grande vino ci vuole tempo, per fare un bambino ci vuole tempo, per fare del pane (quello buono) ci vuole tempo, tempo... e tranquillità. Anche per scrivere ci vuole tempo, perciò non pensiate di trovare nuovi post ogni santo giorno. Prendetevi tempo per leggere queste pagine. E lasciatene un po’ anche a me: ad essere pigro non c’è solo il vino.

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Palate Press presenta l'eBook sul primo anno di attività. Oltre 100 diversi autori da tutto il mondo hanno contribuito con più di 800 storie sul vino, dalle semplici recensioni alle complesse discussioni sulla scienza del vino. L'eBook "The Best of the Press" raccoglie le storie più apprezzate dai lettori nel primo anno attività.
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gen022013

2013: i trends del mondo del vino (bevuto)

E' un passatempo a cui indulgiamo volentieri in molti, quello di giocare a fare gli indovini sui trend dell'anno appena iniziato... salvo poi, 12 mesi dopo, dimenticarci di controllare se le nostre - o le altrui - previsioni erano fondate.

Comunque sia, eccoci qui, anno nuovo, tendenze nuove. Queste che seguono sono state riportate su alcuni autorevoli siti e /o wine writer internazionali.

A giudicare da autorevoli report, nel mondo del vino (all'estero) sembrano profilarsi queste macrotendenze:

1) un ritorno di fiamma per i vini dolci, 2) il consolidarsi della nicchia delle birre artigianali: nelle carte vini di molti ristoranti acquisteranno sempre più spazio. Proprio la birra, del resto, sembra conquistare sempre più l'attenzione sia dei nuovi consumatori, sia della critica. 3) la richiesta di vini meno alcolici 4) continua l'exploit dei vini sparkling 5) si rafforza il segmento dei nat-wines.

Il ritorno dei vini dolci, si diceva. Il gusto dolce torna ad imporsi: i nuovi mercati (quelli che, ci dicono, notoriamente non capiscono niente di vino) pretenderanno di bere dolci anche vini rossi e rosè. Una vera disdetta, per quei produttori italiani che da anni dichiarano che il vino dolce non lo vuole nessuno, e quindi hanno smesso di farlo. Una manna, per tutti i produttori americani di Zinfandel abboccato (quando non addirittura passito). Da seguire: i trend di impianto delle barbatelle di Moscato.

Quanto alla legittima richiesta di vini che assomiglino di più ad un complemento del pasto, che a dei superalcolici, non è il caso di approfondire in questa sede le molteplici soluzioni prospettate per abbassare il tenore alcolico - e spesso eseguite. Ce ne sono di agronomiche, ma soprattutto di enologiche. Anzi, di tecnologiche. 

Sul fronte diametralmente opposto, si estende l'indistinto mare magnum dei nat-wines, argomento di civili ma appassionate discussioni anche durante l'ultimo EWBC. Piacciono sempre di più, e ad un numero crescente di persone. Probabilmente, più che per una questione di gusto, per una questione di ideali: quelli del produttore (la nostalgia per l'Arcadia è sempre dietro l'angolo).

Infine, tra i trend 2013 ce ne sarebbe anche un 6°, piuttosto interessante: quello della digitalizzazione delle carte vini, cocktails e superalcolici in wine bar, ristoranti e affini.

Un'orgia di apps, AR-code e altri mirabolanti sistemi di fruizione/informazione/vendita sta per invadere molti locali in giro per il mondo...

Ma, dato che viviamo in un paese che in un concorso pubblico ancora s'interroga su quale tasto occorre premere per aggiornare una finestra attiva, forse è meglio soprassedere su questo argomento, e riprenderlo tra un po'... diciamo tra un decennio (o due).

 

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Reader Comments (4)

Vero che il vino dolce sta aumentando le vendite, porto però un esempio per fare il bastian contrario. In Giappone due grossissime casa produttrici di champagne stanno investendo moltissimo per imporsi con i loro pas dosè. Probabilmente la strada giusta (soprattutto per le grandi aziende) è quella di proporre vini più o meno dolci anche in base alle abitudini alimentari del paese dove si va a vendere.
Non tutto è perduto. :)
Luca

gennaio 2, 2013 | Unregistered CommenterLuca ferraro

@Luca, investire va benissimo. Ora però aspettiamo di vedere i risultati di vendita :-)
Quanto all'attenzione alle abitudini alimentari del mercato in cui si vuole vendere, è - o dovrebbe essere - una pratica dettata dal semplice buonsenso, cui si attengono - o dovrebbero attenersi - tutte le aziende produttrici di vino. A prescindere dalle dimensioni aziendali.

gennaio 2, 2013 | Unregistered CommenterLizzy

Concordo pienamente! In enoteca, oltre ad un incremento delle vendite dei vini dolci - moscato per le feste anzichè il classico brut - e di vini a bassa gradazione - la gente a paura dei controlli e forse preferisce poter bere 2 bicchieri più leggeri anziché uno più forte, abbiamo anche aumentato le vendite di birre artigianali, sempre più ricercate da giovani e non più giovani!! Chissà se il 2013 continuerà su questo fronte?

gennaio 17, 2013 | Unregistered CommenterMarco

Sono d'accordo sulle nuove tendenze per il 2013, soprattutto per quanto riguarda la richiesta di vini meno alcolici.

aprile 12, 2013 | Unregistered Commentervendita vino

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