TerroirVino: i voti
giugno 9, 2010 at 22:12
TerroirVino, ovvero l'evento enoico (eroico?) dell'anno della Liguria. Per chi non ci fosse stato, dico subito che non ho nessuna voglia di riassumere in poche righe la densità di 2 giorni vissuti quasi per intero in loco (ovvero ai Magazzini del Cotone del Porto Antico di Genova, con la sola breve parentesi della cena a Villa Spinola).
Non siete venuti? non avete potuto/voluto seguire l'evento in real time sulla rete? mi spiace per voi, vi siete persi qualcosa. Per esempio, la dimostrazione che in Italia è ancora possibile organizzare qualcosa di valido senza mettere di mezzo la politica locale, il potentato di turno, il Governo centrale, l'Ice, Bruxelles e l'ONU (e chiedendo soldi a tutti costoro, ovviamente).
Ciò premesso, e dichiarando a scanso d'equivoci che non è mai facile fare le pulci ad un amico (qual'è Filippo Ronco), a beneficio degli assenti, dei distratti e soprattutto dei posteri, proviamo a dare i voti a TerroirVino 2010.
Location: i Magazzini del Cotone (Porto Antico, Genova). Spazi completamente vuoti da farcire a piacere come un bignè. Funzionali, condizionati il giusto (che afa che fa a Genova!) e con un fantastico wi fi che ha fatto il suo dovere dalla prima all'ultima ora, senza inchiodarsi, recalcitrare o rallentare. Non so dire se la distanza dal centro della città o dalla stazione ferroviaria costituisce o meno un handicap, sta di fatto che per chi arriva in auto (e deve scaricare cartoni di bottiglie o altri ammenicoli) è ideale: i parcheggi (un po' cari, ma si sa...) sono tutti lì. Voto: 8
Vinix Unplugged Unconference: quando si organizza una conferenza a più voci, è praticamente impossibile riuscire a (far) rispettare i tempi. Da quando frequento queste iniziative (cioè da tempo quasi immemorabile) nessuno c'è mai riuscito. Tranne Filippo Ronco. Qualche minuto dopo le 11 (causa ritardo di qualche relatore) si è iniziato, poco prima delle 18 si è finito. In anticipo sulla tabella di marcia. Incredibile. Sospetto che Filippo abbia usato una frusta sonica (come quelle di cui si legge in certi romanzi di SF) per zittire i più logorroici, ma l'ha fatto con una tale abilità e discrezione che non sono mai riuscita a beccarlo sul fatto. Voto: 8 per i tempi, ma 5 per i...temi. D'accordo essere democratici, ma gli interventi erano davvero troppi. Alcuni molto interessanti e intensi, altri decisamente meno, al limite con il superfluo. Per gli uni e per gli altri però, è praticamente mancato il tempo del dibattito. E alla fine il senso d'incompiutezza resta.Voto di media: 6 (all'incirca).
Cena a Villa Spinola: bellissima la villa. Catering: dopo un aperitivo discreto (ma non eccezionale), si è riscattato con la cena, i primi (adoro la pesta al pesto, e qualunque piatto contempli il basilico come ingrediente), il pesce e il resto. Ottima l'idea di lasciare al libero servizio la scelta dei vini, meno quella di far suonare sempre e comunque un gruppo musicale. Gli italiani non sono gente educata, in genere. Non alla musica, intendo. Così, quando c'è un sottofondo musicale, soprattutto live, anziché abbassare il tono delle conversazioni, per ascoltare pur continuando a discorrere, lo alzano a livelli quasi insopportabili, nel tentativo (stupido) di sovrastare le note. E il mal di testa è assicurato. Certo, non ci fosse stato quel gruppo non avremmo avuto il miglior wine blogger 2010 in azione alla chitarra...Voto: 7.
TerroirVino 2010: molto buona la scelta dei produttori partecipanti, che mi ha permesso di scoprire un paio di Rossese sorprendenti. Eccellente il servizio no-stop di catering: focacce a volontà, tartine e altro ancora. Dalla mattina alla sera, tra un assaggio e l'altro. Così si ammortizzava l'alcol (non si sputano vini così buoni!) e ci si dimenticava di cercare un ristorante per il pranzo. Voto: 8
Baratto Day: personalmente non vi ho partecipato, ma è stato simpatico vedere i produttori scambiarsi le bottiglie tra loro...Voto: 7
Garage Wine Contest: altra idea simpatica...in teoria. In pratica, una vera sfida a livello organizzativo. Perchè i vini dei garagisti, realizzati da appassionati per semplice passione (e con un livello di tecnologia e/o di conoscenza enologica a dir poco approssimative, a volte) sono difficilissimi da giudicare. Anzi, forse non vanno giudicati affatto. Vanno bevuti e basta. A volte con fede, altre con coraggio. Con un po' di fortuna, perfino con piacere. Voto: 7.
Organizzazione generale: memori, forse, delle passate esperienze, Filippo & collaboratori sono diventati dei draghi del ghiaccio. I vini erano sempre (o nella maggior parte dei casi) alla temperatura più idonea. E i bicchieri da degustazione in dotazione più che corretti. Voto: 8.
Conclusione: questa del 2010 è stata un'ottima edizione di TerroirVino: rilassata, interessante, coinvolgente, d'alto profilo. Lo standard qualitativo insomma non ha fatto che alzarsi, in questi anni. Non sarà difficile fare ancora meglio, apportando poche e piccole correzioni di rotta.
Ma a questo si penserà l'anno prossimo.
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Reader Comments (16)
Ciao Elisabetta, post in parte condivisibile..
Sul tuo giudizio sulla *unconference* non sono però del tutto concorde. L'anno scorso ero stato piuttosto critico sia per i tempi che per i temi e devo dire che quest'anno è andata enormemente meglio.
In particolare ho trovato molti interventi (ovviamente alcuni più di altri) particolarmente interessanti (su tutti quello sul qr code, sul mercato americano, sul prezzo sorgente. Ma anche la degustazione emozionale e i pericoli del web. E altri ancora). Insomma, credo stia crescendo, di molto.
Ciao Jacopo,
L'anno scorso ero arrivata tardi e quindi ho un vago ricordo degli interventi...indubbiamente quest'anno il livello era più alto, anche se a giudicare dai titoli per alcuni mi aspettavo veramente di più. Molti spunti d'interesse, e' vero, grandi novità...no. E soprattutto, e' mancato il tempo del dibattito in molti casi, mentre in altri si e' quasi dovuto strappare il microfono di mano per farli smettere. Per questo auspicherei: meno interventi, piu' sostanza, piu' dibattito.
Ciao Elisabetta e grazie per essere venuta.
I tempi li ho rispettati solo perché avevo in ballo una scommessa con te, un articolo sul corriere vinicolo in cambio del rispetto dei tempi. L'anno prossimo facciamo che non rispetto i tempi, lasciamo più spazio al dibattitto, tagliamo interventi programmati e.. non usciamo sul CV :-)
A parte gli scherzi, tenere i tempi non è stato semplice. Sui temi non dono del tutto d'accordo: a parte uno, forse due interventi, direi che quasi tutti gli oltre venti speech erano all'altezza. In effetti mi interrogo anche io sull'opportunità o meno di selezionare gli speech proposti anziché, come sempre fatto, mettere in lista i primi, in ordine di prenotazione. Solo che da un lato se seleziono finisco per far parlare sempre gli stessi mentre se non seleziono rischio ma ho un ricambio assicurato e la possibilità di avere sorprese. Il dibattitto comunque era nelle mani degli oratori: a tutti sono stati dati 20 minuti. Chi ha fatto un'intervento in 5 ha goduto degli altri 15 di dibattito, chi si è dilungato in 15 o 20, ha visto per forza di cose molto ridotti gli spazi di intervento.
Nel complesso comunque sono estremamente soddisfatto della giornata di domenica che sia per quanto riguarda l'unconference che la cena ha subito credo l'evoluzione più importante. TerroirVino è già più consolidata, sull'unconference avevamo bisogno di dare una netta sterzata e mi pare ci siamo riusciti.
Faccio tesoro comunque di tutte le critiche costruttive in modo da fare ancor meglio l'anno prossimo. Grazie ancora per il vostro tempo e per la vostra pazienza.
Un abbraccio, Fil.
Passare dal 4 del Vinitaly al 7 del Baratto Wine Day mi commuove. Adesso telefono alla mia mamma :)
Ciao Elisabetta, e grazie
Davide
@ Davide: nella vita - o nel lavoro - spesso e' come a scuola: "quando il ragazzo si impegna ottiene degli ottimi risultati". :D
@ Filippo: tutto vero quello che dici. Pero' la mia impressione e' che continuiamo a raccontarcela tra noi. Forse per questo mi e' sembrato che non tutti gli interventi fossero all'altezza. Quelle lezioni io le conosco a memoria, e, temo, le conoscessero anche molti dei presenti. Quelli a cui dovremmo farle non ci sono mai. (a parte Mario Pojer, che come tutti i geniacci e' un inguaribile curioso). :)
L.
Ecco questo è un aspetto importante, da curare.
In platea c'erano quest'anno diverse aziende però, più dell'anno precedente e questo mi fa ben sperare. E' importante che riusciamo a coinvolgere persone all'esterno dei "soliti" circuiti di comunicazione (twitter, blog, ecc.). Bisognerebbe arrivare a chi la rete non la usa ed occorre quindi una qualche forma "arcaica" di comunicazione probabilmente che riassuma di tanto in tanto a queste persone che cosa accade in rete. La buona vecchia carta. Se ne potrebbe parlare con Beppe Giuliano e vedere se è disposto a dare una mano in questo senso. Quello che ci serve è un canale di comunicazione tradizionale che sia attento alle "cose della rete" e le divulghi.
Penso in questo senso che il tuo pezzo sul Corriere Vinicolo potrebbe essere estremamente importante per raggiungere tutta una serie di persone e di aziende che normalmente NON vivono il web.
Al di là di tutto comunque, trovo che questi incontri possano essere un momento di arricchimento personale anche per chi già mastica questi argomenti. Per esempio la discussione sul prezzo sorgente alla quale avremmo certo dovuto dedicare più spazio mi pare sia di estrema attualità), l'intervento sul QR Code (sul quale anche avrei avuto da aggiungere molto), veniva da un'azienda vinicola (e già questo mi pare una notizia) ed ha portato spunti interessanti anche per chi già conosce, almeno per sentito dire, questo genere di applicazioni.
Vinix Unplugged Unconference è aperta a tutti. Serve a chi ne sa per saperne di più e a chi non sa nulla per iniziare a conoscere. Mi metto tra gli obiettivi quello di arrivare anche a chi non segue normalmente i canali web per la prossima edizione 2011.
Ciao, Fil.
Ciao Liz, sottoscrivo quasi tutto ad eccezione del fatto che continuiamo a raccontarcela tra noi poiché se guardando l'Unconference posso darti ragione, fuori da quella sala ho visto quest'anno, grazie a Twitter, molto più interlocutori e pubblico in realtà.
Durante gli interventi e nell'intervallo c'erano molti scambi di tweets con coloro chei non erano fisicamente presenti. Non dimentichiamo inoltre la diretta live su Vinix.
Ora arriverà la piccola ma nutrita rassegna video che quest'anno ho deciso di articolare in vari piccoli episodi tematici. (Si evolve Tgv, tocca evolversi tutti :-)). Il cui taglio sarà meno tecnico e più godibile anche per i meno esperti che ci seguono sempre più numerosi.
In sintesi, non siamo più tanto soli, Liz, vivaddio.
Saluti,
Ale
Ciao Ale,
sono d'accordo con quanto scrivi, a TerroirVino c'era molta più...rete degli scorsi anni. Ed è così che deve essere. Questa manifestazione deve accreditarsi nel mondo del vino come quella dell'innovazione tecnologica, oltre che quella dei prodotti migliori-incontri coi produttori, ecc. Per questi ultimi se ne fanno a decine in tutta Italia. Mettere in piedi un ambaradan come la VUU invece richiede competenze non banali e non frequenti. Per questo bisogna puntare sempre più in alto.
L.
Ho letto e riletto questo post Lizzy e concordo con te in molti punti, per esempio il bellini era fatto con prosecco caldo e pesche buonissime ma non adatte al cocktail, (ricetta perfetta : come rovinare un buon vino)
Per quanto riguarda VUU non mi trovi d'accordo col tuo modo di vedere. Si! forse è vero che ci parliamo addosso, è anche vero però che non a tutti interessano le stesse cose. A me è interessato molto l'intervento di Pojer, forse te l'hai trovato inutile.
L'intervento che parlava di cosa scrivere nel proprio sito web a me non è servito molto ma ha aiutato un'azienda che aveva appena fatto un sito in flash, ti ricordi?
Secondo me fil sta prendendo la strada giusta e lo esorto a continuare così....
Luca
Io mi sto ancora riprendendo: nel complesso devo dire che entrambe le giornate sono state utili, non solo per i contenuti ma anche e soprattutto per i presenti. Sia commercialmente che umanamente ho conosciuto o rivisto molta gente che altrimenti avrei impiegato mesi a vedere, avendo anche l'opportunità di condividere cose magari inziate nella rete e viceversa. Trovo che Fil sia stato bravo e Terroir Vino non vada messa in parallelo alle solite fiere, ma vada considerata qualcosa di diverso. Io le ho vissute come una devirtualizzazione della rete, tra l'altro, ad andar bene, a digerire tutti i contatti fatti ci vorranno almeno tre mesi.
Inoltre notato, chiudendo alcuni contatti commerciali, che molti operatori la vivono davvero come una manifestazione diversa: ero da un distributore e un cliente mi ha guardato e ha detto"ehi, ma voi eravate a terroir vino". E manco ci aveva degustato.
Questo per rendere il clima e ribadire che Fil ha lavorato e lavora bene proprio perchè lascia venir fuori il mondo così com'è (Garage Wine Contest) spinga cose nuove anche se non sue (Baratto) dandogli solo degli indirizzi e dei mezzi (limitazioni e liberta interventi VUU), pur selezionando la materia più importante (il vino dei produttori presenti è tutto assaggiato da commissioni) che lo compone.
Direi che se il principio si diffondesse avremmo molti motivi in più per andare alle manifestazioni....
In fin dei conti se gli interventi non erano interesanti era difficile da determinare a priori.
Io l'unica cosa che farei è chiedere mettere un filo di paletti, ovvero far pervenire una traccia dell'intervento in anticipo (senza per questo interferire nel merito) per far si che qualunque intervento sia preparato. L'ultimo minuto va gestito come risposta ad un tema di attualità a parte non come proposta tanto per parlare (IMHO).
Ciao
Tom
@Luca
Per il Bellini mi dispiace sentire fosse caldo.
Purtroppo io non sono riuscito nemmeno a farlo l'aperitivo però lo annoto. Magari l'anno prossimo eviteremo di fare voli pindarici e resteremo sul vino servito in modo tradizionale.
@Tom
Per me la libertà di intervento di #vuu è un tratto distintivo irrinunciabile. Mi spiego meglio. Se comincio a scremare troppo, a mettere paletti qua e là, a cercare di voler dare un tema o a verificare le tracce (che spesso non ci sono nemmeno), allora cambio il format. E io non voglio cambiarlo. Io scommetto che Luca per esempio è intervenuto a #vuu perchè il clima era quello che era e perchè io non gli ho messo troppi paletti, anzi, ho cercato di dargli una mano. Se avessi fatto troppe difficoltà non sarebbe intervenuto. Voglio dire che questa apertura è si un rischio, nel senso che può capitare che ci siano alti e bassi però è anche una risorsa perchè ha un "entry level" bassissimo e consente a chiunque di poter "provare".
E' logico che la bontà del tutto si avrà se e in quanto io riesca a coinvolgere persone che quasi sicuramente non deluderanno le aspettative (penso per esempio a Stefano Caffarri, a Davide Cocco a Sara Maternini a Terry Hughes, ecc.) e, di riflesso, dal livello stesso emerso. Se so che all'unconference il livello è alto, molto difficilmente verrò a fare una presentazione davvero mediocre o almeno ci penserò due volte.
Lavorerò comunque su tre punti:
- aumentare la partecipazione dall'estero
- scremare o eliminare completamente interventi pseudopubblicitari o troppo autoreferenziali
- coinvolgere sempre più produttori e persone, anche al di fuori del circuito web
Grazie a tutti per le preziose indicazioni.
Fil.
@Luca
Una precisazione superflua ma a cui tengo perchè mi dispiace davvero se uno che dà una mano in più poi non resta pienamente soddisfatto del risultato. Il Bellini forse era caldo perchè il vino non lo hai spedito ma lo hai portato nemmeno 1 ora prima che fosse servito. Io due istruzioni perchè potesse essere servito alle condizioni ottimali le ho date e per tempo ma come vedi alle volte la pratica supera la poesia. Diciamo che ci abbiamo provato :-)
Fil.
Ehm...a me il Bellini è piaciuto. E' molto grave?
:P
L.
:-)
@ Filippo
No fil, concordo con te, la colpa purtroppo è stata mia, avrei dovuto consegnare il prosecco direttamente in villa ;)
Il mio commento tra le righe voleva dire: sono un pirla e ho rovinato l'aperitivo. :))
Luca
@ Fil - i video hanno riassunto Terroirvino 2010 per contenuti, così ognuno sceglie l'argomento che gli interessa. Per l'edizione 2011 dell'Unconference quindi avrei un'ipotesi: perché non la dividi in almeno 2 aree tematiche pre e post intervallo?
Un'area dedicata a wineyards & commerce & logistica. Un'altra al "developmnent" web ed alle tematiche social (come le tweetasta che, son certa, risuccederano) et similia? (E' solo un'idea..).
Saludos,
Ale