Pubblicità

Questo blog aderisce al network di raccolta pubblicitaria VinoClic.

Novità! eBook!

Il mio primo eBook, ideato e scritto con Giampiero Nadali; un manuale digitale dedicato ai nuovi turisti del vino sempre più interattivi e digitali.
Leggi qui la scheda dell'eBook e tutte le informazioni per acquistarlo online.

Perché VinoPigro?

Perché il vino è un prodotto della natura. E la natura ha i suoi tempi. Non i nostri, sempre così affannati, nevrotici, insufficienti. Per fare un grande vino ci vuole tempo, per fare un bambino ci vuole tempo, per fare del pane (quello buono) ci vuole tempo, tempo... e tranquillità. Anche per scrivere ci vuole tempo, perciò non pensiate di trovare nuovi post ogni santo giorno. Prendetevi tempo per leggere queste pagine. E lasciatene un po’ anche a me: ad essere pigro non c’è solo il vino.

Collaborazioni

Columnist

eBook

Palate Press presenta l'eBook sul primo anno di attività. Oltre 100 diversi autori da tutto il mondo hanno contribuito con più di 800 storie sul vino, dalle semplici recensioni alle complesse discussioni sulla scienza del vino. L'eBook "The Best of the Press" raccoglie le storie più apprezzate dai lettori nel primo anno attività.
In vendita qui

Ultimi commenti
« Tutti al Mercato! (dei Vignaioli) | Main | Sparkling Trento »
lunedì
nov282011

I Valpolicella di Villa de Winckels

Novembre è un mese di degustazioni interessanti, grandi e piccole. Una delle più recenti si è svolta in quello che sta diventando pian piano un vero punto di riferimento per l'assaggio dei vini della Valpolicella orientale: Villa de Winckels.

Non contenti di ospitare ogni inverno un'ampia panoramica degli Amarone della Valpolicella Doc, ultimamente i Merzari (che ringrazio per l'invito), proprietari di questa elegante struttura, un po' ristorante un po' locanda e un po' enoteca, si sono lanciati anche nell'impegnativo compito dell'organizzazione di serate a tema: l'ultima ha riguardato una orizzontale di Valpolicella Superiore, la prossima - imperdibile! - si terrà invece giovedì 5 dicembre e interesserà nientemeno che una verticale di Amarone della leggenda della Valpolicella tout court: Romano Dal Forno.

Veniamo ai Valpolicella Superiore: le aziende presenti erano più di 20, tutte della zona Doc (o con vigneti in essa), Valpantena compresa. L'assaggio era del tutto autogestibile: il buffet di prodotti locali, ricco e vario (straordinarie le chips di zucca fritte) permetteva infatti di osare gli accostamenti più improbabili.

Tra un saluto e una chiacchiera, come sempre in queste occasioni ho cercato di conoscere le new entries, senza dimenticare nomi già affermati.

In breve alcune note sui vini assaggiati (no, bevuti),  tratte direttamente dagli appunti di quella sera:

Valpolicella Superiore 2007 - az.Tezza: un vino territoriale già al naso: profondo, speziato, scuro ma non troppo. Una struttura sottile ed elegante che pure tiene in perfetto equilibrio l'alcol, non poco (14 gradi)

Valpolicella Superiore Ruberpan 2007 - az. Pieropan: figli di uno dei più grandi bianchisti d'Italia, Andrea e Dario si cimentano con i rossi della Valpolicella con discreto successo. Avevo assaggiato questo vino al suo esordio, a distanza di un paio d'anni lo riconosco nelle sue caratteristiche principali: grande pulizia e balsamicità.

Valpolcella Sup. "Campo Gadis" 2007 - az.Ernesto Ruffo: da suoli vulcanici, un Valpolicella molto scuro al naso e in bocca, coerente con il suo ambiente e per questo riconoscibile. Da provare.

Valpolicella Superiore 2007 - az.San Cassiano: Mirko Sella ha le idee chiare a proposito del Valpolicella, e questo vino ne è la prova, con la sua bella ciliegia sotto spirito e un finale di mandorla.

Valpolicella Superiore 2006 - az.Roccolo Grassi: i vigneti di Marco Sartori sono ben piantati in terreni simili a quelli di Ruffo, e i profumi dei loro vini li richiamano. Un altro Valpolicella austero (senza esagerare), scuro, vulcanico.

Valpolicella Sup. 2009 - Corte Canella: ciliegie macerate sotto spirito per il vino di questa azienda quasi ai suoi esordi, e con un vicino importante, al quale guardano come ad un maestro... mentre cercano la propria cifra stilistica.

Considerazione finale: si nota da parte delle aziende più nuove (o più consapevoli) un palese sforzo di recupero del Valpolicella così come lo ricordano in tanti: un vino bevibile, con frutti e/o spezie a seconda dei suoli, elegante, privo di affettazioni (ma anche di indulgimenti commerciali). Una qualità che si va alzando ogni anno, e che pure non si è ancora appiattita.

Una Valpolicella, questa dell'Est, che fa (ancora) ben sperare.

 

 

 

 

 

 

Reader Comments

There are no comments for this journal entry. To create a new comment, use the form below.

PostPost a New Comment

Enter your information below to add a new comment.

My response is on my own website »
Author Email (optional):
Author URL (optional):
Post:
 
Some HTML allowed: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <code> <em> <i> <strike> <strong>